"Dove incomincia
la finzione,
lì termina
la mia arte"
 
 
 
 
Luigi Bartolini, acquaforte, Macerata. Citta' di provincia 1921
 
Macerata. Città di provincia - 1921

Acquaforte, primo stato. Lastra mm. 107x120. Inciso in lastra, in basso verso destra, L.B. 1921. Titolo a matita in basso a sinistra Città di provincia. Firma a matita nella parte bassa del foglio al centro Luigi Bartolini. Nel secondo stato: pesante tratteggio aggiunto su gran parte della lastra; variata la pendenza del tetto in primo piano a destra.
Altri titoli: Macerata; Città di provincia; Macerata, panorama; Paese di provincia.


BIBLIOGRAFIA

1929 L’Italia letteraria (primo stato)
1935 Catalogo editoriale Vallecchi Firenze (primo stato)
1951 Petrucci, Calcografia n. 119 (1921, Macerata, panorama) e.u.; n. 135 (1922, Macerata, panorama) e.u.
1962 Ronci, Calcografia n. 119 (1921, Macerata, panorama) e.u.; n. 135 (1922, Macerata, panorama) e.u.
1963/64 Catalogo Prandi 125 n. 21
1967 Marchiori, Storia di una vita. Gradisca d’Isonzo Tav. 3
1972 Barsanti, Galleria Marino n. 125 (rara); n. 142 (1922) e.u.
1972/73 Catalogo Prandi 156 n. 30-31
1983 L’Attico-EsseArte n.4
1989 Appella, Catalogo Mostra Macerata pag. 169 (primo stato)
1997 Ficacci, Catalogo Calcografia n. 63a/b.

ESPOSIZIONI

1951 Roma, Calcografia
1962 Roma, Calcografia
1967 Gradisca d’Isonzo, Sala Dante Alighieri
1983 Roma, Galleria L’Attico-EsseArte
1989 Macerata, Mostra
1997 Urbino, Mostra Palazzo Ducale, Sala del Castellare

 

Da Luigi Ficacci, prefazione al catalogo Luigi Bartolini alla Calcografia, De Luca 1997.
“…E’ un duro passaggio quello proposto nel nostro capitolo ‘storia della lastra’ tra il primo stato, impeccabile, di Paese di provincia (63), ed il secondo stato, violentato dalla voglia della riscrittura, dall’invasione dello schizzo, del disegno furioso, che riempie i bianchi: ma un passaggio essenziale, nel sopravvenire del tempo. L’aspro, sgraziato secondo stato, rende antico, ottocentesco, accademico il primo.
Se, all’interno di se stesso, il tempio dell’Accademia è stato davvero chiuso da Bartolini, bisogna seguire la sua irrequietezza, la sua infinita insoddisfazione, nella inesausta compresenza della sua opera, del suo ‘correggere’ le proprie opere, fino ai devastanti vandalismi col pennarello dell’ultimo anno, fino alla distruzione degli ultimi giorni”
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