Luigi Bartolini, acquaforte, Fonte San Gennaro-La poesia dell'incisione

Fonte San Gennaro

Fonte_S_Gennaro_1932

Fonte San Gennaro - 1931/32


Acquaforte. Lastra  mm. 250x350. Firma e data incise in lastra. Firma a matita in basso a destra Luigi Bartolini.
Altri titoli: Fonte S. Gennaro grande; Ricordo di una passeggiata in campagna;  Quattro lavandaie a Fonte S. Gennaro; Fonte S. Gennaro, detta anche Ricordo di una passeggiata; Ricordo di una passeggiata;  Fonte S. Gennaro (Ricordo di una passeggiata); Fonte San Zennaro;  Figure; Fonte San Gennaro con più ragazze (grande).
Nel 1932, alla Mostra per il Bianco e Nero alla Galleria degli Uffizi di Firenze, Bartolini ottiene con questa acquaforte il Primo Premio ex-aequo con Giorgio Morandi e Umberto Boccioni (alla memoria).
Questa è una delle rare acqueforti nate “in studio”, come la maggior parte delle altre, anche se "generata" all'aperto. La genesi di questa lastra viene raccontata dallo stesso Bartolini nella prefazione de “Le carte parlanti” , che riportiamo nelle Note al piè di pagina, da cui nasce anche la controversia sulla datazione dell’opera: tutti i repertori riportano il 1932 ma la cartella che contiene - con altre nove - l’acquaforte, venne pubblicata dai Fratelli Buratti a Torino già nel 1931.

                                            Fonte_S_Gennaro_Cartiglio

Sul retro del passe-partout originale, un cartiglio con il timbro a secco tondo BARTOLINI INCISORE ALL’ACQUAFORTE, indica tiratura (esemplare n. 11 della serie di 21) e prezzo (L. 300) con scritte autografe a inchiostro. Questo esemplare faceva probabilmente parte di una cartella delle Carte parlanti (anche se la tiratura veniva indicata a 20+5 copie). Il timbro ovale a destra indica la provenienza da una mostra del 1986 alla Galleria Philippe Daverio di Via Monte Napoleone a Miano.


BIBLIOGRAFIA


1936 G. Marchiori, Luigi Bartolini - Edizioni Hoepli Milano Tav. XVII
1941 M. Venturoli, Le acqueforti di Luigi Bartolini, Tip. Ferri Roma
1944 N. Bertocchi - C.A. Petrucci, Bartolini, Edizioni Chiantore Torino Tav. XII
1951 C.A. Petrucci, Le incisioni di Luigi Bartolini, Calcografia Nazionale Roma n. 338 (30 es.)
1952 L. Bartolini, Gli esemplari unici o rari, Editore Gherardo Casini Roma pag. 97
1959 M. Severini, La Collezione Sebastiano Timpanaro nel Gabinetto Disegni e Stampe dell’Istituto di Storia dell’Arte dell’Università di Pisa, Neri Pozza, Venezia n. 517
1962 G. Ronci, Le incisioni di Luigi Bartolini, Calcografia Nazionale Roma n. 338 (30 es.)
1963/64 Catalogo Prandi n. 125
1967 G. Marchiori, Storia di una vita nelle incisioni di Luigi Bartolini, Gradisca d’Isonzo Tav. XI
1969/70 Catalogo Prandi n. 140
1972 C. Barsanti, Catalogo ragionato dell’opera grafica di Luigi Bartolini, Galleria Marino Roma n. 382 (30 es.)  (riprodotta a pag. 10 n. 9)
1980 E. Bartocci, Luigi Bartolini L’emozione oltre la regola,  Jesi pag. 87
1983 Luigi Bartolini incisore all’acquaforte, L’attico-EsseArte Roma n. 43
1985/86 Catalogo Prandi n. 192
1989 G. Appella, Luigi Bartolini 1892-1963  L’uomo L’artista Lo scrittore, Catalogo Mostra Macerata Palazzo Ricci, De Luca Editore  n. 169
1993 M. Corradini, Catalogo Galleria Bellinzona Lecco n. 14
1998 Bartolini, Le incisioni della Collezione Timpanaro, Olschki Firenze n. 38
1990 F. Porzio, Luigi Bartolini Opera grafica, Barolo, Lubrina editore
1996/97 Catalogo Prandi n. 214
2003 Luigi Bartolini Incisioni uniche o rare 1923-1943, Catalogo Galleria Marca d’Acqua Milano n. 7
2020 G. Appella, Luigi Bartolini. Linee di libertà, De Luca Editore pag. 30


ESPOSIZIONI


1932 Firenze, Galleria degli Uffizi, Prima Mostra dell’Incisione Italiana Moderna (Primo Premio)
1932 Milano, Galleria dl Milione
1934/35 Berna, Casa degli Italiani, Mostra Italiana del bianco e Nero
1935 Roma, II Quadriennale d’Arte Nazionale
1941 Roma, Galleria di Roma
1942 Venezia, XXII Biennale Nazionale d‘Arte
1942 Roma, Galleria Lyceum
1949 Parigi, Mostra Internazionale d’Incisione Contemporanea
1949 Zurigo, Kunstsalon Wolfsberg
1950 Lugano, Villa Ciani, Mostra Internazionale di Bianco e Nero
1950 Roma, Galleria Chiurazzi
1951 Lisbona, Palacio Foz, Mostra del Disegno e dell’Incisione Italiana dal Futurismo ad oggi
1951 Roma, Calcografia Nazionale
1954 Roma, Galleria Chiurazzi
1955 Bellinzona, Circolo di Cultura
1956 Napoli, Galleria San Carlo
1957 Udine, Galleria del Girasole
1962 Roma, Calcografia Nazionale
1983 Roma, Galleria L’Attico-EsseArte
1989 Macerata, Mostra Palazzo Ricci
2003 Milano, Mostra Galleria Marca d’Acqua
2016 Milano, Castello Sforzesco
2020 Roma, Accademia di Belle Arti


NOTE

Da “Le Carte Parlanti (Appello alla Natura)- Dieci acqueforti originali disegnate, incise, stampate da Luigi Bartolini con prefazione dell’autore - Fratelli Buratti Editori - Torino 1930.

Il “Ricordo d’una passeggiata in campagna” ha una storia lunga un chilometro. Effettivamente – e come è scritto nel mio libro “Passeggiata con la ragazza” – io non ho saputo far di meglio, al mondo, che andare a spasso pei campi: per le stillanti strade, al mattino, quelle dove in fondo il sole s’alza quale ostia d’Eucarestia. La Natura, infatti, non è un miracolo che si dispiega rumorosamente dinnanzi agli occhi degli uomini, mentre la maggior parte di essi hanno bisogno di essere cannoneggiati da sensi villani per illudersi di capire qualche cosa del sottile gusto della verità. Io, invece, la Natura la sento, la godo e la bramo. In campagna faccio i miei belli incontri. Tra i quali eccone uno: sono due donne che lavano, con tutti i segni della sensualità sbocciata all’aria aperta. Quanta aria buona c’è in questa stampa!
Se poi si volesse sapere come l’ho disegnata dirò che c’è il trucco, ma - badiamo! - è un trucco onesto. Ossia, delle due figure, una fu disegnata in una passeggiata e una in un’altra. Tanto è vero ho le due lastre, con incisa, in ciascuna, una donna che lava e sono migliori di queste due figure che ho radunate; ma sono pezzi unici. Ossia le lastre andarono al diavolo al tempo dei miei trasferimenti. Quindi poi, per riprendere dell’asino almeno la cavezza, ecco, un giorno pensai di radunare le due figure in una lastra, aggiungendovi il paesaggio tratto dall’incisione della “lavandaia meno giovane”.
Però i primi tentativi non mi riuscirono a causa del troppo meticoloso disegno, quasi fotografico, delle figure; vi avevo anche aggiunto dei fiori, intorno, a far da ghirlanda, ma mi accorsi che tutto questo era tamburo, roba insincera, e buttai via le lastre. La terza volta che mi provai, sbagliai anche, e dico meglio, la lastra mi si rovinò a causa di una non riuscita velatura con l’acido nitrico e susseguente strofinio con la carta vetrata. Soltanto alla quarta incisione riuscii a cavar fuori qualche cosa come desideravo.
Le velature con l’acido, date sulla lastra sgrassata, qualche volta comprano, ma troppo spesso vendono; e se da tale considerazione sembrerebbe che un’acquaforte possa essere figlia del caso, al contrario , il caso riuscito è sempre voluto, mentre le disavventure sono i casi non riusciti bene. Superfluo è parlare agli intenditori delle immense fatiche di quest’arte! Quest’arte, che è la meno compensata di tutte le altre, è la più sottile, quella che lega meglio ciò che si sente con ciò che si vede...


Da A. Tosi, Luigi Bartolini. Le incisioni della Collezione Timpanaro – Leo S. Olschki Editore 1998:
Esposta da Bartolini alla “II Quadriennale nazionale d’Arte” di Roma del 1935 e richiesta da Timpanaro nel novembre 1936 in cambio di alcune incisioni di Fattori (lettera del 28.11.1936), l’acquaforte era piaciuta. molto anche a Giovanni Colacicchi (cfr. cartolina del 4.1.1937: “A Colacicchi piace molto lo Scarabeo oppure la Conchiglia della morte o quelle Lavandaie che avevi alla Quadriennale”).